Come prepararsi al 2035
No, non c’è un errore nel titolo.
Il fatto è che non volevo scrivere l’ennesima newsletter sui trend e le previsioni per il 2025.
Quindi ho deciso di allargare un po’ lo sguardo, e provare a mettere in fila fatti, dati e tendenze che influenzeranno il nostro rapporto con l’energia non solo per il prossimo anno, ma per il prossimo decennio.
Li ho divisi in tre fasce, che corrispondono a tre tappe di avvicinamento a una transizione energetica compiuta: i fenomeni ad alta tensione, che avranno un impatto più evidente nell’immediato; i fenomeni a media tensione, cambiamenti significativi che si affermeranno nell’arco di 4-5 anni; i fenomeni a bassa tensione, che trasformeranno in profondità il sistema energetico e diventeranno più evidenti nel lungo periodo.
È un percorso, ma non è obbligato: renderlo concreto dipenderà dalle nostre scelte individuali e collettive. Perché c’è una cosa che questi eventi possibili hanno in comune: aprono delle opportunità. Consegnano alle persone la possibilità non solo di comprendere meglio il futuro dell’energia, ma anche di agire per contribuire a trasformarlo.
Buon decennio!
1. ALTA TENSIONE (2025-2026)
Nei prossimi mesi è realistico prevedere una fase di assestamento della transizione, con l’avanzamento costante delle fonti rinnovabili accompagnato da un’alta variabilità dei prezzi.
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**Pressione sui prezzi e sulle forniture
**L’incertezza sui mercati del gas dovuta alla crisi geopolitica tra Russia e Ucraina e il caro-energia continuano a farsi sentire. A fine anno è infatti scaduto l’accordo per il transito di gas russo in Ucraina.L’aumento dei prezzi in Italia per il 2025 è già stato annunciato, e dovrebbe aggirarsi intorno a un + 20-30% rispetto ai valori del 2024. Dall’altra parte dell’Atlantico la politica di protezione dell’industria fossile promossa dall’avvento del Trump 2.0 aumenterà la disponibilità di GPL, provocando ulteriore instabilità dei mercati e oscillazioni dei prezzi.
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**L’avanzata delle rinnovabili
**Nei prossimi tre anni, il consumo di elettricità aggiunto ogni anno sarà all'incirca equivalente a quello del Regno Unito e della Germania messi insieme. Come risposta della crescita alla crescita della domanda e all’incertezza sulle forniture di gas e dei combustibili fossili, l’adozione delle fonti rinnovabili, modulari e scalabili, continua ad aumentare e arriva a coprire una parte sempre più consistente del mix energetico per la generazione di elettricità (il 37% nel 2026 contro il 30% del 2023). -
**Benvenuta volatilità
**La maggiore adozione delle rinnovabili aumenta anche la volatilità dei prezzi: dal momento che, come sappiamo, il prezzo giornaliero lo fa sempre l’energia elettrica più costosa, i prezzi salgono notevolmente quando la disponibilità delle fonti rinnovabili è minore (se non ci sono sole né vento), mentre diminuiscono fino a diventare negativi quando vento e sole sono più abbondanti. In Germania i prezzi in pochi giorni sono passati da molto alti a vicinissimi allo zero, con un impatto anche sui mercati dei Paesi limitrofi.
Il prezzo dell’energia elettrica in Germania tra le 17:00 e le 18:00 del 12 Dicembre del 2024 è stato pari a €936 per MWh per via della Dunkelflaute (letteralmente “Calma oscura”), una giornata caratterizzata da fenomeni di alta pressione atmosferica accompagnati da nubi e nebbia. Qualche giorno dopo, il 02.01.2025, a causa di una giornata piena di vento, il prezzo è stato pari a €0.95 per MWh e per diverse ore del giorno il prezzo è stato negativo. Fonte: epexspot
Nel giro di due anni in Francia, Germania, Spagna e Regno Unito le ore in cui il prezzo dell’energia elettrica è stato intorno allo zero sono passate da 121 a 1250.
La volatilità è qui per restare, ma al nostro sistema energetico servirà tempo per adattarsi. Quando è arrivato il COVID le misure più immediate sono state creare nuovi posti letto, solo più tardi sono arrivati i vaccini.
Il vaccino del sistema energetico saranno i meccanismi di bilanciamento della rete, la decentralizzazione attraverso la produzione di energia da fonti programmabili a basse emissioni, i sistemi di accumulo, le comunità energetiche e i meccanismi di Demand Response, ossia il consumo smart abilitato dall’AI. Così la volatilità smetterà di essere un problema, e diventerà parte della soluzione.
**In sintesi
**I sintomi dell’assestamento sono le tensioni geopolitiche, i prezzi altalenanti e le infrastrutture ancora da adeguare. È il momento di capire che la volatilità sarà la nuova normalità e che dobbiamo dotarci di “anticorpi” tecnici e normativi.
2. MEDIA TENSIONE (2027-2031)
Sul medio periodo la trasformazione del sistema energetico si fa più marcata, anche grazie alla diffusione di tecnologie che oggi sono ancora emergenti, e permetteranno di trovare prime “cure” alla volatilità.
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Anticorpi contro la volatilità
Crescono le soluzioni smart per la gestione dell’energia e la Demand Side Flexibility (DSF) che permette alle famiglie e aziende di acquisire energia gratuitamente (o quasi) e monetizzare dalla gestione dei propri dispositivi smart come le auto elettriche e il sistema di condizionamento e stabilizzare la rete. Si diffondono contratti con tariffe dinamiche, e la presenza di aggregatori che permettono a migliaia di utenti di comprare e vendere energia in modo flessibile. Nuove piattaforme potenziate da agenti AI più maturi sono in grado di prevedere domanda e offerta con alta precisione, riducendo gli shock di prezzo. -
**Nucleare di nuova generazione
**Si accelera lo sviluppo di Small Modular Reactors (SMR) e reattori di quarta generazione, soprattutto in Europa e in alcune aree degli USA. Nuovi interventi regolatori permettono di superare resistenze e paure nell’adozione dell’energia atomica. -
**Edifici Green
**La riqualificazione del patrimonio immobiliare riceve un impulso decisivo: edifici NZEB (Near Zero Energy Building) e aggiornamenti normativi (sul modello della Direttiva Case Green) si affermano in tutta l’UE. Grazie all’efficienza energetica, all’integrazione dei pannelli solari, alle pompe di calore la domanda di energia si riduce, e la stabilità di rete migliora.
In sintesi
La volatilità di inizio transizione è parzialmente mitigata dai “contrappesi” tecnologici (DSF, SMR, edifici efficienti). L’AI diventa cruciale per armonizzare domanda e offerta su vasta scala. Restano tensioni e divisioni geopolitiche, ma la tendenza globale è quella di puntare sempre più a soluzioni integrate.
3. BASSA TENSIONE (2032-2035)
Siamo nella fase avanzata della transizione, in cui si vedono i risultati delle scelte fatte nelle fasi precedenti. Oppure si pagano i ritardi, le indecisioni e le scelte non fatte.
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**L’era delle Smart Grid
**Le reti elettriche diventano auto-riparanti: grazie a sensori IoT e reti neurali si adattano in tempo reale agli sbalzi di produzione e di consumo e sopperiscono ai guasti locali, riducendo la ricorrenza di black-out e interruzioni di servizio. -
**AI ubiqua
**L’avvento del 5G e del 6G (e degli standard successivi) consente un controllo a bassa latenza: l’AI ottimizza in modo continuativo la ricarica dei veicoli elettrici, l’uso delle batterie domestiche, e la gestione delle micro-reti. Ogni utente diventa un prosumer, e gli scambi P2P di energia su piattaforme digitali certificate - anche basate su blockchain - diventano la norma. -
**Rivoluzione nell’edilizia e nella mobilità
**Edifici costruiti con materiali avanzati diventano capaci di produrre più energia di quanta ne consumino, grazie anche all’integrazione di sistemi di accumulo e colonnine di ricarica. Non esistono più auto a combustione interna in Europa: la diffusione capillare di car sharing elettrico, ciclomobilità evoluta, logistica su furgoni o camion a zero emissioni cambia radicalmente il profilo e il suono delle città.
**In sintesi
**Alla fine del decennio i risultati della transizione diventano tangibili: le reti sono molto più resilienti, l’edilizia e la mobilità sono quasi completamente elettrificate (o alimentate da alternative pulite).
Il 2035 è l’anno fissato dall’UE per lo stop alla vendita di auto a combustione interna. Quindi l’orizzonte delle nostre previsioni coincide con uno spartiacque simbolico, il punto in cui il mondo di prima - di cui l’auto è un’icona - diventa qualcosa di completamente diverso. Il viaggio per arrivare a quel momento non è semplice, ma almeno conosciamo la rotta.