Dobbiamo inventare internet
Negli ultimi dieci anni, l’International Energy Agency (IEA) ha dovuto rivedere al rialzo le sue previsioni sull’adozione dell’energia solare. E non di poco: le installazioni sono state fino a tre volte superiori rispetto a quanto previsto cinque anni fa.
Come si spiegano questi errori nelle previsioni?
L’adozione del fotovoltaico non ha seguito un andamento lineare, con un aumento regolare e costante. Ha seguito un andamento esponenziale: ha raggiunto un tipping point, oltre il quale l’accelerazione è diventata rapidissima.
Questa modalità di crescita è tipica delle nuove tecnologie: è successo con la telefonia mobile, con il computer, con i social media. Superato un certo numero di utenti, la diffusione diventa esponenziale.
Come abbiamo già scritto, anche l’energia sta diventando una tecnologia: non è più una commodity che dipende dallo sfruttamento delle fonti fossili, ma è un sistema di tecnologie che, evolvendo, riescono a trasformare sempre più efficacemente le fonti rinnovabili in energia.
È per questo che lo sviluppo e l’adozione degli impianti di nuova generazione, come i pannelli solari, seguono le leggi di crescita della tecnologia. Ed è per questo che la storia dell’evoluzione tecnologica può insegnarci qualcosa su come l’energia potrebbe evolversi nel prossimo futuro.
Lo status quo
Pensiamo alla situazione dei computer prima di internet.
Erano strumenti sofisticati, costosi, usati per lo più da persone con competenze molto specifiche.
Soprattutto, ogni computer era uno strumento autonomo, isolato, separato dagli altri. Programmi, applicazioni, dati: tutto funzionava e veniva conservato in locale, all’interno dello strumento. La memoria di ogni computer era individuale.
E quindi anche l’utilizzo che se ne faceva era molto solitario - del resto si chiamavano personal computer: potevano supportare e migliorare la produttività personale, ma non erano ancora pensati per favorire condivisione e collaborazione.
Finché a qualcuno viene in mente di creare una rete per connettere i dispositivi individuali tra di loro.
Boom: il potenziale di creazione, condivisione, collaborazione esplode. Grazie a internet i computer diventano il veicolo di modi nuovi di relazionarsi, lavorare, inventare, immaginare prodotti e servizi. E l’adozione dei computer e delle tecnologie informatiche cresce in modo esponenziale.
Non è il computer in sé ad aver rivoluzionato l’economia e la società.
È la connessione di tutti i computer del mondo.
Se ora pensiamo alla situazione dell’energia, ci accorgiamo che è come se le tecnologie energetiche fossero nella loro fase pre-internet. Le nostre case si stanno riempendo di dispositivi intelligenti legati al consumo di energia. Ma la loro capacità di dialogare e collaborare è ancora limitata. Sono ancora dispositivi personali.
Rivoltiamolo
Elettrodomestici, pompe di calore, pannelli fotovoltaici, auto elettriche, batterie: sono questi i computer dell’energia. Non solo perché quasi sempre sono dispositivi digitali intelligenti. Ma perché la loro utilità aumenta notevolmente quando riusciamo a connetterli tra loro e a creare una rete.
L'internet dell’energia viene definita “energy intelligence”, ed è la capacità di sfruttare le tecnologie energetiche per raccogliere, monitorare e interpretare informazioni relative al consumo e alla gestione dell'energia.
La costruzione di una energy intelligence porterà diversi vantaggi immediati per gli utenti e per la rete , tra cui:
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Circolazione. Proprio come internet ha permesso di creare un’economia digitale intrecciata a quella fisica, si potrà creare un mercato digitale dell’energia in cui sarà possibile condividere e scambiare energia, e monetizzare la propria produzione e la propria propensione alla flessibilità nei consumi privati.
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Flessibilità Produzione e distribuzione dell’energia diventeranno più flessibili, adattandosi in tempo reale alla disponibilità delle fonti e alle esigenze della rete.
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Gestione dei picchi In particolare, sarà possibile rispondere alle diverse esigenze di consumo e prevenire le situazioni di stress della rete, introducendo sia una "upward flexibility", cioè una flessibilità che permette di immettere più energia in rete (tramite la produzione dell’impianto fotovoltaico, ad esempio) o ridurre i consumi quando la rete ha bisogno di energia; ma anche una “downward flexibility”, cioè la possibilità di ridurre l’energia immessa in rete (tramite una batteria, ad esempio) o aumentare i consumi quando la rete ha più disponibilità.
Questo per quanto riguarda la gestione collettiva dell’energia. Ma l’energy intelligence avrà un impatto anche sulla gestione individuale e domestica, proprio come internet ha cambiato profondamente il nostro modo di lavorare e di vivere.
La connessione, infatti, ha trasformato uno strumento costoso per nerd, come il computer, in uno strumento di lavoro di massa, attraverso il quale tantissime persone si guadagnano da vivere. E l’intreccio di economia fisica ed economia digitale ha creato modi nuovi di guadagnare e di valorizzare le proprie risorse.
La sharing economy ha permesso di dare valore anche ad asset che prima percepivamo come statici, o passivi, come la casa o la macchina.
Le tecnologie digitali ci hanno fatto scoprire che una stanza in più o una seconda casa potevano essere affittate per soggiorni brevi, grazie a Airbnb. Se dovevamo fare un viaggio in macchina, potevamo dare un passaggio a qualcuno e farci pagare.
La stessa cosa può succedere ora con la creazione di un mercato digitale energetico: se la macchina che hai in garage è elettrica, può entrare a far parte di una rete di produzione e scambio di energia.
E così per tutti i device energetici che sono programmabili dall’esterno e possono essere connessi, gli Smart Remotable Asset: quando ci servono li usiamo, quando non ci servono li possiamo mettere in condivisione.
Esiste anche un’altra grande intersezione tra energia e tecnologia che cambierà profondamente il sistema energetico: l’intelligenza artificiale.
Da quando esiste internet non abbiamo fatto altro che riempirla di dati, lasciando in rete tracce digitali di ogni tipo. Tutti questi dati sono stati il cibo che ha nutrito la costruzione dell’intelligenza artificiale. Ovvero la creazione di software che, elaborando enormi quantità di dati, hanno imparato a svolgere alcuni compiti di carattere generale, come scrivere un testo o programmare codice.
Arrivati a questi punto dell’evoluzione dell’AI si stanno sviluppando anche degli “agenti” con delle capacità verticali, ovvero addestrati per svolgere compiti molto specifici. E ci si chiede se riusciremo a costruire AI verticali anche per la gestione dell’energia.
La verità è che la costruzione di un’AI energetica è ancora lontana, perché abbiamo a disposizione pochi dati sul consumo e la produzione dell’energia. Come dicevamo sopra: finora abbiamo usato l’energia come se fossimo in un mondo pre-internet.
La costruzione dell'energy intelligence però è destinata a cambiare anche questa situazione. La connessione di tutti i nostri dispositivi permetterà di raccogliere, elaborare e interpretare i dati sui flussi energetici. E quindi aiuterà, con il supporto dell’intelligenza artificiale, a migliorare le performance di produzione e consumo.
Ogni casa, ogni edificio, ogni azienda potrà diventare una centrale energetica. E quindi potrà regolare e fissare i propri obiettivi di produzione, i propri ritmi di consumo, le proprie strategie di risparmio, col supporto delle tecnologie digitali applicate all’energia.
L’elettrificazione del sistema energetico infatti non è fondamentale soltanto perché abilita la transizione verso le fonti rinnovabili. L’elettrificazione permette anche la digitalizzazione del sistema, e quindi la sua trasformazione in una rete intelligente e dinamica.
Più il sistema diventerà digitale, più sarà in grado di raccogliere e generare dati, più sarà possibile elaborare soluzioni nuove che retro-agiscono sul sistema e lo trasformano in meglio.
Con l’energy intelligence non è solo la produzione energetica a trasformarsi in una tecnologia, ma anche il consumo e la circolazione dell’energia diventeranno un sistema digitale, connesso e accessibile, in cui gli utenti non saranno più solo consumatori passivi ma player attivi.
È arrivato il momento di uscire dall’isolamento, di connetterci gli uni agli altri e di inventare la nuova internet, quella dell’energia. L’impatto sulle nostre vite e sulla società non sarà minore di quello generato dalla “prima” rete.
Pensa un numero
416 EJ > 247 EJ
Questi due numeri rappresentano la decrescita della domanda di energia prima e dopo l’elettrificazione dei consumi e la transizione verso le fonti rinnovabili. Elettrificare infatti significa passare a sistemi più efficienti che permetteranno di abbassare il fabbisogno energetico del 40%.
Vi do la mia parola (oggi sono tre)
Primary Energy Fallacy
La “fallacia dell’energia primaria” è la convinzione sbagliata che per raggiungere un sistema energetico sostenibile l’energia rinnovabile debba sostituire tutta l’energia primaria prodotta con i combustibili fossili. Una mission impossible.
La fallacia nasce però dall’idea fuorviante di misurare il futuro con le metriche del passato. Oggi, infatti, con la combustione dei fossili più di due terzi dell’energia primaria si disperde in calore di scarto. Le tecnologie di produzione rinnovabili e le modalità di utilizzo smart dell’internet dell’energia rendono necessaria molta meno energia a parità di servizi. La Primary Energy Fallacy ci ricorda che il cambiamento non è lineare né incrementale: è un salto di paradigma. La vera rivoluzione è già in corso, ed è fatta di connessioni, flessibilità e intelligenza.